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Come capire un testo scritto

Ciao, sono nuovo, non solo come iscritto ma anche come studente di giapponese, non so l’età media di chi visita il sito ma io sono un sedicenne. Ci tenevo a precisarlo perché non ho moltissimo tempo per imparare il giapponese (la scuola principalmente) però ci sto provando anche con costanza, quando non ho molto tempo per studiare o leggere qualcosa di nuovo ripeto l’ hiragana (soprattutto nelle ore di scuola xD). Il mio problema è: come capisco il giapponese?
Ho imparato l’hiragana e volevo passare al kata e iniziare anche con un paio di kanji, solo che non capisco come possa comprendere testi scritti o anche come comporre frasi. Ad esempio ho letto (anche altrove) che il verbo amare quando transitivo diventa “(Oggetto) ga daisuki”, quindi frasi di questo genere le comprendo ma il problema sorge quando penso ad esempio a pane che dovrebbe essere “pan”, in italiano so che i derivati sono: panettiere, panetteria (o panificio), ecc… In giapponese panettiere diventa pan shokunin e posso capirlo che è una derivata e se conosco il kanji di persona o nel parlato quello di artigiano capisco cosa si intende, ma per panetteria la parola cambia completamente in “beekarii” o “panya” (però quest’ultima fino ad ora l’ho trovata solo su un dizionario). Quindi leggendo la prima non capirei il senso del testo. Andiamo al sodo, sono io a sbagliare il metodo di studio o parole come “beekarii” sono espressioni che devo imparare senza nessun richiamo al senso (forno come sinonimo di panificio non ha interazioni con pane) e come capisco quale tra “beekarii” e “panya” è il termine giusto. (Forse ho scritto un po’ troppo, scusatemi)

Lavoro (da ingegnere) elettronico in Giappone

Salve, volevo chiedere delle informazioni sulla vita in Giappone.
Per un italiano laureato in ingegneria elettronica con una buona conoscenza della lingua giapponese, quanto è difficile trovare un lavoro? E nel primo periodo, con uno stipendio medio, si riesce a vivere bene o solo a pagare affitto, tasse e spese essenziali?

Ciao a tutti, pongo questa…

Ciao a tutti, pongo questa domanda a chiunque sappia rispondere (con sicurezza):

Dunque, mi sto esercitando nel scrivere i kanji, ma non in “stampatello” (cioè come li vediamo su pc, smartphone, sulla stampa etc) ma in “corsivo” (scritti a mano) il corsivo è molto più veloce è naturale, per me è l’unico modo per scrivere, non scrivo neanche in italiano quasi mai in stampatello. Il metodo che uso per l’esercitazione è cercare su google immagini questo: ” kanji+字 “, ad esempio ” 書字 ” per trovare immagini di come viene scritto a mano quel kanji, il problema è che escono sia risultati della calligrafia cinese che giapponese, si lo so che i kanji sono caratteri cinesi e non giapponesi, ma volevo sapere se i cinesi e i giapponesi abbiano diversi modi/abitudini di scrivere in “corsivo”.

Sono tornata all’attacco. Argomento: tesina (di nuovo).

Dunque, grazie ai vostri consiglio nel quesito precedente mi sono un po’ tranquillizzata riguardo l’argomento.
Vi faccio uno schemino:

Italiano: Ungaretti (da associare agli haiku) e/o d’Annunzio (per la sua passione verso il Giappone);
Greco/Latino: Teatro greco, latino e giapponese a confronto + paragone tra epigrammi e tanka;
Filosofia: Schopenhauer o Nietzsche (da stabilire con la prof.ssa che non vuole darmi retta);
Storia dell’Arte: Van Gogh e il giapponismo;
Matematica: Sudoku (nha, alla fine porterò le derivate, che neanche lo so fare il sudoku).

ORA.
Ho un enorme problema: storia. E’ abbastanza noioso portare la Seconda Guerra Mondiale, Pearl Harbour e via dicendo… Il problema è che non riesco a trovare nient’altro da collegare. In mancanza, assocerò Una tomba per le lucciole di Miyazaki alla guerra.

L’altro problema è inglese: la prof.ssa mi ha consigliato Kerouac, però non riesco a trovare granché riguardo lui, se non i suoi haiku brutti. Se non mi saprete consigliare altro, sarò costretta a parlare di lui e… Non mi va molto. Però be’, meglio di niente.

Ulteriori consigli? (>.<)

Dubbio su “daremo” e “darenimo”

Salve, ho un dubbio con “daremo” e “darenimo”.
Sul corso di giapponese della hoepli tra gli esercizi ci sono due domande: “toshoukan de dareka ni aimashita ka” e “dareka watashi no heya ni kimashita ka”, ma alla prima la risposta negativa è “iie, dare ni mo aimasen deshita” mentre alla seconda “iie, dare mo kimasen deshita”.
Quindi mi chiedevo, perchè nella prima risposta tra dare e mo c’è la particella ni mentre nella seconda no? E che differenza c’è tra scrivere ad esempio “dare ni mo aimasen deshita” e “dare mo ni aimasen deshita”?

Non è solo l’orecchio che…

Non è solo l’orecchio che trasforma quello che sente in quello che gli è più conosciuto e familiare, è proprio il cervello che agisce in questo modo, semplifica e trasforma, anche per ridurre la quantità di informazioni da ricordare (come sul disco del computer si possono comprimere i file), secondo me. Questo non ha influenza solo sull’ascolto, ma anche sul parlato e sulla scrittura/lettura. Per i kanji si usano spesso associazioni mnemoniche per ricordarli, e mi viene in mente che la prima volta che ho visto scritti, con la traslitterazione, i giorni della settimana (dei quali non avevo mai sentito la pronuncia) leggendoli mettevo l’ultima i accentata… nichiyoubì, getsuyoubì etc. li stavo italianizzando… 😀
Conoscere altre culture, in particolare quelle molto diverse dalla nostra e nuove lingue, penso, permetta al cervello di non fossilizzarsi troppo e lo abitui a dover ampliare gli schemi mentali che utilizza, anche se lui tende a semplificare per ridurre le informazioni da memorizzare.

Salve. Dunque, arrivo dritta al…

Salve. Dunque, arrivo dritta al punto: ho gli esami di maturità.
Vorrei far girare ogni argomento della tesina intorno al Giappone, sto però avendo parecchi problemi riguardo alcune materie. Frequento il Liceo Classico, per quanto riguarda il Greco e il Latino me la sto cavando (metterò in paragone il teatro greco con quello giapponese, o l’elegia con i tanka e gli haiku). Il mio problema più grande riguarda, però, la filosofia. Avevo letto alcune cose sul web riguardanti l’influenza di Confucio nel Giappone, ma nei miei libri scolastici del filosofo non ne ho trovato neanche l’ombra, dunque non posso inserirlo nella tesina. Non so davvero come orientarmi a questo punto, qualche consiglio?