Katakana

Non è una domanda tecnica più che altro una curiosità, ma ci stavo pensando da un po’.

Già da uno dei primissimi esempi fatti da Kaze sull’argomento ケキ (keki – torta), ma anche guardando la lista di vocaboli N5  mi son trovato di fronte a tavolo, bottone, tasca, tanto per fare un esempio, e mi chiedo l’utilità.

Mi spiego, per parole come computer trovo interessante, ed utile, l’utilizzo del katakana anche per dare una pronuncia (più o meno vicina) a chi non parla quella lingua straniera, ma perché farlo con parole che, a rigor di logica poi magari sbaglio io, dovrebbero già esistere nel giapponese stesso?

Noi computer ce la teniamo, e senza “katakana” non la sappiamo nemmeno pronunciare a meno di averla sentita od altro ma la leggeremmo come sta scritta.
Ma non sentiamo, né abbiamo, la necessità di sapere come si dica torta in inglese, anche perché le torte le facevamo da mò come pure i giapponesi credo, a meno di volerlo studiare ovviamente!

L’unica risposta sensata a cui ho pensato è che per qualche motivo i giapponesi siano più esposti alle lingue straniere di quanto lo siamo noi, anche se direi all’inglese visto che, almeno dai vocaboli che ho visto io, la maggior parte sembra venire da lì?

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