Costruire le relative (le frasi con che)

Quando un verbo o un aggettivo si trova in posizione attributiva, cioè prima di un nome, si trova sempre in forma piana, presente o passata, affermativa o negativa e nessun’altra formaNota (salvo rarissimi casi non trovi masu + nome, …esortativa + nome (in realtà tecnicamente possibile), imperativo + nome, forma in -te + nome, ecc.).

(watashi wa) shatsu wo kaimashita/katta = (io) ho comprato una camicia (in forma cortese o piana)
(watashi ga) katta shatsu wa… = la camicia che (io) ho comprato …….

Nella seconda frase, dove ho la relativa, il grado di cortesia sarà stabilito a fine frase. Es.:

(watashi ga) katta shatsu wa kirei desu (forma cortese)
(watashi ga) katta shatsu wa kirei/kirei da (forma piana)

Attenzione a 2 punti:

(1) il soggetto di una frase relativa non può avere wa, deve avere GA, ma questo ga può essere sostituito da NO se ciò non crea confusione, es:
ore ga katta shatsu wa… = (giusta) ore no katta shatsu wa…
ore ga hawai de katta shatsu wa… = (errata) ore no hawai de katta shatsu wa… (ore no hawai? Le mie Hawai?!?)
Posso scrivere (solo) kare wa atama ga warui, lui è stupido, ma se si tratta di una relativa posso dire sia “atama ga warui kare wa…” sia “atama no warui kare wa…”

(2) In frasi relative con il verbo essere (…che sono/sei/è…), es. “una stanza che è…” o “Maruko che è…” il verbo essere in forma piana presente affermativa (da) non si può trovare prima di un nome quindi è sostituito…

  • da na se in “frase in da + nome” prima di da ho un aggettivo in na, quindi “…ga shizuka da + nome” diventa “…ga shizuka na + nome”; se invece di shizuka ho un nome ma subito dopo ho no, nodesu, node, noni o wake vale lo stesso discorso e da diventa na, es: “kanojo ga sensei na no wa himitsu desu”, “atama no warui kanojo ga sensei na wake (ga) nai deshou”, ecc.
  • da no se in “frase in da + nome” prima di da ho un nome e un cosiddetto aggettivi in no, es.: sensei no Maruko-san (Maruko, che è un’insegnante), kodomo no toki (il tempo che sono bambino = da bambino), byouki no ojiisan (il nonno malato)

(NOTA)
Un verbo che finisce in -tai conta come un aggettivo in -i, un aggettivo che finisce in sugiru conta come un verbo, ecc. quindi non considero queste o altre forme costruite con ausiliari di vario tipo come se fossero forme a parte, ovviamente shirabetai koto, ikitai basho, kawaisugiru joshi, ecc. vanno benissimo.

In realtà si può sentir dire, ad esempio, “ganbare ore!” ma attenzione che è “ganbare, ore!”, che andrebbe scritta con la virgola: non è una relativa, ma un’inversione di verbo e soggetto. Altro esempio di inversione con un verbo presente: “nani wo shite iru, omae?” non è una relativa, è “omae wa nani wo shite iru?”

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