Non riesco a capire

La mia domanda è abbastanza da ignorante devo dire, ma purtroppo non riesco a capire (non ci arrivo proprio >_< ) e vorrei chiarirmi le idee una volta per tutte.

Il mio problema è che non riesco a capire quando le particelle “への” vanno assieme (ad esempio mi sono trovata frasi tipo “君への嘘”, “あなたへのこの思い”…e altre). Ma non potrebbe, in questi casi, essere usata solo la particella “へ”? perchè va messa anche “の”? Non capisco proprio 😟

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Saluti da un super principiante e prima domanda.

Buongiorno a tutti senpai! Grazie per avere accettato la mia iscrizione. Fin dalla più tenera età sono stato un goloso lettore di manga tramite i quali mi sono avvicinato, giocando, divertendomi e emozionandomi, alla cultura giapponese. Ora ho deciso di approfondire la mia conoscenza della lingua e chissà forse un giorno…parlare davanti a un Sukiyaki questa lingua affascinante.
Ho incominciato con gli esercizi di grafia dell’Hiragana, veramente da pochissimi giorni, cerco di fare pratica almeno un quarto d’ora tutti i giorni. Ancora non ho comprato un libro di testo, pensavo di buttarmi sull’Adelphi. Ecco la mia domanda: ho cominciato affrontando la grafia delle vocali e sto imparando ora la serie KA KI KU KE KO.
Notando una certa somiglianza grafica dei caratteri いうこ ho cominciato a esercitarmi solo su di essi per memorizzarli bene, incappando nella parola Yū ko. Google translate me la traduce come “I Mean”. Cosa c’è di vero? significa veramente i Mean?
Vi ringrazio e sperando di aver espresso una domanda sensata, vi saluto!

Forma Passiva

Ri-ciao.

Domandina più di curiosità che grammatica.
Nel presentare un esercizio scrivono, traduco come sempre, “L’uso di frasi passive regolari è raro nelle conversazioni quotidiane, eccetto per alcune espressioni fisse, ma sono usate spesso nel discorso formale o nello scritto”.

Ora, ovviamente la prima domanda è se è vero e di conseguenza perché?
Nel parlare con gli amici è più facile/veloce dire “Il mio amico Tanaka ha scritto questo libro.” invece di “Questo libro è stato scritto dal mio amico Tanaka.”?

Grazie (^_^)

3 domande che non tutti si fanno

Buonasera Kazaetari e buon autunno.

Ho alcuni dubbi che sono nati da poco. Spero come sempre in una tua delucidazione.

  1. chan, san,…., pan : dopo i nomi ( non il proprio) si usa chan o san ma questi si usano anche con i propri familiari e il proprio partner ? Mi suona un po’ strano.

Ho visto su YT che alcuni dopo il nome usano pan. Ho cercato sul dizionario ma non ho trovato nulla se non il significato di (= pane). Vuol dire anche altro oppure è usato solo così “per bellezza”?

  1. sempre su YT ho visto che, quando i giapponesi parlano tra di loro sembra quasi debbano pensare alle parole, come se non fossero sicuri di ciò che dicono e fanno anche degli spazi vuoti tra una parola e l’altra. Forse è solo frutto della mia immaginazione….ma così mi è parso di percepire.
  2. come mai alcuni vocaboli non ci sono nella lingua giapponese ( quindi vengono presi dall’inglese e katakanizzati) mentre altri hanno sia il katakana e l’ hiragana?

Guardando sul dizionario ad esempio birra è scritta in katakana (biru), latte invece è scritto sia in katakana (miruku) sia in kanji-hiragana (chichi).

Grazie come sempre e spero si capiscano le domande 🙂

Verbi potenziali

Ciao Kaze, altro dubbio nel rivedere, non ho trovato articoli tuoi a riguardo, nel caso linkameli pure.

I verbi potenziali in sé dovrebbero essere ok, però nel workbook presentano due verbi 見える e 聞こえる spiegando, traduco letteralmente, “la differenza di significato tra il verbo potenziale, 見られる, e il verbo intrasitivo, 見える, è che il verbo potenziale può esprimere il tema (es. chi vede attivamente) mentre l’altro è intransitivo e quindi il tema non può essere espresso”.
In teoria, nel loro esempio ここに立つと、よく見えるかもしれません。, essendo intransitivo dovrebbe essere come in 授業が九時に始まります。, quindi, sempre in teoria, è il Monte Fuji a fare l’azione di essere potenzialmente visibile, quindi per tutti senza poter specificare chi lo vede o meno?

Però l’esempio che portano io comunque potrei leggerlo come (あなたは)ここに立つと、よく見えるかもしれません。”Se stai qui, (il Monte Fuji) dovrebbe essere visibile.” quindi mi son onestamente perso in questa storia del tema! 🙂

Grazie.

Termini per “libreria”, “luce (elettrica)”, “automobile”, “sapere” e “accanto” in giapponese.

Ho nuovamente trovato diverse parole che sembrano avere lo stesso significato, quali sono le differenze?
1) “本棚” e “本箱” vengono entrambe tradotte come “libreria (mobile), scaffale”.
2) “電気” e “電灯” vengono entrambe tradotte come “luce (elettrica)”.
3) “車” e “自動車” vengono entrambe tradotte come “macchina, automobile”.
4) “分かる” e “しる” vengono entrambe tradotte come “sapere”.
5) “となり”, “横” e “そば” vengono tutte tradotte come “vicino, al lato, accanto…”.

Considerando la frequenza con la quale si presentano queste parole solo apparentemente uguali, mi chiedevo se acquistare un dizionario come quello della hoepli, da lei consigliato sul sito “Studiare (da) giapponese”, possa risolvere il problema, e quindi se lì queste parole sono tradotte in modo più accurato.

Di nuovo, ringrazio anticipatamente per le risposte ^^

Forma ~たり

Già che ci sono mi tolgo un altro dente, su un nuovo post per facilitare le ricerche.
Credo che il tuo articolo sul sito già m’abbia chiarito le idee ma per sicurezza chiedo conferma.

Sul libro la parificano all’uso di や con i verbi e fin qui ci siamo, fare una lista di azioni.

Ma nel portare esempi di descrizioni differenti in differenti tempi usano solo il predicato nominale e aggettivale.
È quindi sbagliato dire この薬は効いたり効かなかったりします。 per dire che “questa medicina a volte funzione a volte no”?

Tu porti come esempio la frase 赤ちゃんは、笑ったり、泣いたり、かわいいですね。quindi mi da l’idea che dovrebbe essere ok, ma chiedo! 🙂