passivi strani e onorifici

non sapevo come fare il titolo quindi non mi riprendere

oggi stavo facendo esercizi sul mio manuale ma, ti giuro, NON CAPISCO  proprio certe scelte del manuale. In una parte del manuale, questo mi dice

美術館あの、お客様、どちらへいかれますか(c’è il kanji di iku)。この奥は関係者以外は入れませんが

in questo esercizio dovevi mettere nello spazio il verbo iku così coniugato tra varie opzioni(ho visto le soluzioni). Eppure qualcosa non mi risulta chiaro.

  1. Se iku, andare, è intransitivo, perchè costruirlo al passivo? In italiano i verbi intransitivi non hanno passivo, in giapponese che senso ha?
  2. il testo mi da errore verbi come ”mieru” che però sono la forma onorifica di iku quando il soggetto non è watashi. Essendo un contesto formale, che senso ha darmi come errore mieru? Eppure parla sempre il commesso, non sono due persone che parlano quindi il soggetto non è watashi essendo il soggetto il cliente
  3. questa frase mi rende confuso                      aiutatemi a capire
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Sfumature di significato con irassharu

il mio manuale fa un’operazione che ritengo strana. Mi dice che in caso di linguaggio onorifico, è ammesso l’uso di te irasshiaru sia nel significato di ”da” ossia forma piana di desu(研究会の会長でいらっしゃいます )che come te iru(京都に住んでいらっしゃいます). Com’è possibile? Non si crea confusione? Non capisco: mi sembra assurdo che la stessa formula si usi per cose così diverse come la copula e una costruzione in te iru. C’è qualche errore?

Costruire le relative (le frasi con che)

Quando un verbo o un aggettivo si trova in posizione attributiva, cioè prima di un nome, si trova sempre in forma piana, presente o passata, affermativa o negativa e nessun’altra formaNota (salvo rarissimi casi non trovi masu + nome, …esortativa + nome (in realtà tecnicamente possibile), imperativo + nome, forma in -te + nome, ecc.).

(watashi wa) shatsu wo kaimashita/katta = (io) ho comprato una camicia (in forma cortese o piana)
(watashi ga) katta shatsu wa… = la camicia che (io) ho comprato …….

Nella seconda frase, dove ho la relativa, il grado di cortesia sarà stabilito a fine frase. Es.:

(watashi ga) katta shatsu wa kirei desu (forma cortese)
(watashi ga) katta shatsu wa kirei/kirei da (forma piana)

Attenzione a 2 punti:

(1) il soggetto di una frase relativa non può avere wa, deve avere GA, ma questo ga può essere sostituito da NO se ciò non crea confusione, es:
ore ga katta shatsu wa… = (giusta) ore no katta shatsu wa…
ore ga hawai de katta shatsu wa… = (errata) ore no hawai de katta shatsu wa… (ore no hawai? Le mie Hawai?!?)
Posso scrivere (solo) kare wa atama ga warui, lui è stupido, ma se si tratta di una relativa posso dire sia “atama ga warui kare wa…” sia “atama no warui kare wa…”

(2) In frasi relative con il verbo essere (…che sono/sei/è…), es. “una stanza che è…” o “Maruko che è…” il verbo essere in forma piana presente affermativa (da) non si può trovare prima di un nome quindi è sostituito…

  • da na se in “frase in da + nome” prima di da ho un aggettivo in na, quindi “…ga shizuka da + nome” diventa “…ga shizuka na + nome”; se invece di shizuka ho un nome ma subito dopo ho no, nodesu, node, noni o wake vale lo stesso discorso e da diventa na, es: “kanojo ga sensei na no wa himitsu desu”, “atama no warui kanojo ga sensei na wake (ga) nai deshou”, ecc.
  • da no se in “frase in da + nome” prima di da ho un nome e un cosiddetto aggettivi in no, es.: sensei no Maruko-san (Maruko, che è un’insegnante), kodomo no toki (il tempo che sono bambino = da bambino), byouki no ojiisan (il nonno malato)

(NOTA)
Un verbo che finisce in -tai conta come un aggettivo in -i, un aggettivo che finisce in sugiru conta come un verbo, ecc. quindi non considero queste o altre forme costruite con ausiliari di vario tipo come se fossero forme a parte, ovviamente shirabetai koto, ikitai basho, kawaisugiru joshi, ecc. vanno benissimo.

In realtà si può sentir dire, ad esempio, “ganbare ore!” ma attenzione che è “ganbare, ore!”, che andrebbe scritta con la virgola: non è una relativa, ma un’inversione di verbo e soggetto. Altro esempio di inversione con un verbo presente: “nani wo shite iru, omae?” non è una relativa, è “omae wa nani wo shite iru?”

differenze tra aru da e verbo base

altra domanda ho anche da fare.
A parte la costruzione in takotogaaru a cui non faccio riferimento, non capisco ma proprio non mi entra nel cervello il senso di mettere un verbo con aru e koto e non quello base. Mi spiego

”ちょっと調べたいことがあるんですがこのパソコンを使ったらどうですか

vuoi esaminarlo ma non sarebbe migliore l’uso del computer?

perchè non scrivere più semplicemente:

ちょっと調べたいですが  e poi uguale

non è la stessa cosa? Cosa cambia tra ”verbokotoaru” e verbo base? Perchè non usano ”tsukaitai desu ” invece usano ”tsukaukotogaaru” ? è più formale?

quando sugiru mette in difficoltà

allora so la costruzione di sugiru ma mi ha messo in difficoltà il  coniugarlo poichè il verbo mi confonde(non dovrebbe costruirsi come sugiru…).

Vediamo il problema. L’esempio lo dovrei completare io ma non sapendo prima come tradurre non lo posso completare:

”机の上に暗すぎませんかもう少し( cosa che dovrei mettere io, sono tre opzioni tutte su akarui messo all’ipotetico  )どうですか

il problema non è il completare l’esercizio(a quello ci penso io per esercitarmi) ma capire la prima frase. Cos’è quella strana costruzione di sugiru coniugato? Che senso ha mettere un aggettivo con ”troppo” e poi coniugarlo? Cosa vuole dire?
Ciao cari

 

Dizionario per le pronunce

Buonasera Kaze, stavo leggendo il tuo libro ”Kana, caratteri e suoni della lingua giapponese” e arrivando alla parte sulle vocali e gli allungamenti (non ho ancora guardato quella sugli accenti) mi sono accorto di avere davvero bisogno di un dizionario per le pronunce.
Premetto che ho cercato anche su forvo ma volevo sapere se esistesse qualcosa di più ”comodo” tipo un’app.
Ne avresti qualcuno da consigliarmi? Grazie

Traduzione di “per sempre”

buongiorno a tutti,

visto che io e la mia compagna siamo amanti del giappone (ci siamo già stati due volte) e siamo anche abbastanza otaku vorrei scriverle un biglietto per il compleanno in lingua giapponese.

Conosco molte parole ma sono davvero alle prime armi sulle formazioni delle frasi.

Ho un dubbio:

Per sempre si dovrebbe dire itsumademo.

dopo itsumademo si può mettere subito un sostantivo?

Tipo per sempre amica ecc ecc..

itsumademo otaku = いつまでもおたく

La frase nella sua semplicità è giusta e la forma grammaticale è sempre la stessa con ogni parola?

vi ringrazio anticipatamente per l’aiuto.

saluti